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D. 27/05/2005 n. 61• estendere il monitoraggio delle acque di falda anche in prossimità del campo pozzi idropotabili C.A.F.O. presso Farra d'Isonzo; • assicurare corridoi protetti di attraversamento per la fauna, in numero, forma e dimensioni adeguati; • utilizzare, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, specie appartenenti alle serie autocotone, prevedendo eventualmente la raccolta in loco di materiale per la propagazione (sementi, talee, ecc.) al fine di rispettare la diversità biologica. Prevedere, inoltre, la produzione di materiale vivaistico presso vivai specializzati, non necessariamente locali, che ne assicurino l'idoneità all'uso in condizioni ambientali difficili (terreni di riporto di scadente qualità, ecc.); • in riferimento alle attuali incompletezze delle conoscenze archeologiche su tutto il territorio regionale, segnalate dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Fiuli-Venezia Giulia, dovranno essere svolte preventive ricognizioni di superficie lungo la fascia di territorio interessata dai lavori e dalle aree di cantiere al fine di programmare per tempo eventuali interventi di scavo, prima dell'avvio della fase esecutiva del progetto; • al fine di raccogliere indicazioni utili per la formulazione del progetto definitivo e poter predisporre una tempistica degli interventi e di eventuali lavori di scavo, si dovranno effettuare le seguenti azioni preliminari al progetto definitivo: eseguire alcuni sopralluoghi e surveys in quelle aree - interessate dal progetto - per le quali non sono ad oggi disponibili strumenti conoscitivi, quale le carte archeologiche; • eseguire sondaggi stratigrafici preliminari per definire la reale ed effettiva estensione delle presenze archeologiche sopra elencate, già note ai margini del tracciato; • verifiche stratigrafiche e sopralluoghi potranno inoltre essere condotti in quelle aree per le quali le caratteristiche geomorfologiche e le conoscenze acquisite sul territorio possono suggerire l'esistenza di presenze sepolte; • sulla base dei dati raccolti nel corso delle azioni sopra elencate verranno definiti i siti archeologici da sottoporre ad indagine estensiva ed eventuali modifiche progettuali che si rendessero necessarie per la stesura del progetto definitivo; • resta inteso che: la direzione scientifica degli interventi di cui ai due punti precedenti sarà della Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli- Venezia Giulia; • l'esecuzione di tali interventi dovrà avvenire senza alcun aggravio di spesa diretta per la Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli-Venezia Giulia; • dovrà essere adottata ogni utile iniziativa per mettere in atto dei progetti di riqualificazione ambientale nelle aree di rilevanza ambientale prospicienti al tracciato (aree limitrofe ai laghetti di Farra nel comune di Farra d'Isonzo, aree in vicinanza del fiume Isonzo); • nella sistemazione delle scarpate, dei rilevati e di tutte le aree movimentate dovrà essere privilealato il ricorso alle tecniche dell'ingegneria naturalistica; • dovrà essere predisposto un piano di monitoraggio dei corpi idrici superficiali e sotterranei interessati finalizzato in particolare ad individuare le eventuali misure di controllo e mitigazione degli impatti; • per la protezione del terreno e falde ad opere ultimate ed in regime di normale utilizzo dovrà essere prevista l'installazione di tutti gli accorgimenti tecnologici atti a prevenire possibili inquinamenti legati sia alla dispersione delle acque meteoriche che bagneranno la sede e che asporteranno quanto presente sulla stessa (sia in fase liquida che solida); • dovrà essere prevista nel progetto definitivo l'installazione di un sistema di analisi continue automatiche, nonchè di un sistema di allarme per parametri di qualità delle acque nei punti di collettamento e sollevamento delle acque raccolte verso l'impianto di depurazione fisico-chimica. L'allarme dovrà essere inviato immediatamente e contemporaneamente a tutti gli uffici, enti e società interessate; • le acque superficiali raccolte lungo il percorso, dopo la prima fase di depurazione di tipo fisico-chimico in impianto realizzato ad hoc, potranno essere riammesse nei corpi idrici solo a valle di una fase di fitodepurazione in bacino con fondo impermeabilizzato nei quali si realizzi il più lungo percorso possibile dell'acqua da depurare in rapporto alla geometria dell'area; • non è ammesso alcun altro tipo di infiltrazione nei corpi idrici; • allegare, ove richiesto, i nulla-osta idraulici e le autorizzazioni rilasciate dagli organi preposti (Magistrato delle Acque di Venezia, Autorità di Bacino, Consorzio di Bonifica, ecc); • il raccordo autostradale dovrà ottenere la certificazione ambientale ISO 14001 o EMAS; • dovranno essere previste barriere fonoassorbenti ovvero adeguate schermature mediante terrapieni alberati lungo l'intero fronte dell'abitato di Villesse, a protezione delle abitazioni di Savogna di Sotto (lato sud), a partire dall'uscita dalla galleria artificiale in direzione ponte d'Isonzo zona residenziale prevista sul lato nord del raccordo Villesse-Gorizia, nel tratto tra l'intersezione dello stesso con la ferrovia e l'entrata nella galleria artificiale nel campo sportivo di Savogna d'Isonzo, con la piantumazione di essenze vegetali fonoassorbenti; • dovrà essere eseguito uno studio delle vibrazioni con strumentazione doppia sugli edifici di Savogna di Sotto situati a distanza inferiore di 50 m dal ciglio dell'allargamento previsto e sull'edificio situato in prossimità al sottopasso della 56 bis (quartiere S. Andrea) nel comune di Gorizia, che con l'allargamento a sezione autostradale del raccordo si verrà a trovare di parecchi metri più vicino alla corsia esterna di scorrimento dei veicoli pesanti; • in relazione ai beni soggetti a tutela paesaggistico-ambientale, per quanto riguarda le barriere fonoassorbenti, salvo diverse e dimostrate esigenze, dovranno essere preferite le soluzioni con terrapieno e quinte vegetali a quelle con pannelli in materiali diversi. In ogni caso dovranno essere progettate con riguardo ai valori formali ed uso di materiali di origine naturale e tipologia articolata nella composizione; • dovrà essere predisposto un piano di monitoraggio delle emissioni gassose (composti di ossidi di azoto, monossido di carbonio, composti organici volatili, particelle, benzene etc.), finalizzato ad individuare in particolare la necessità di attuare in proposito misure mitigative; • nel comune di Villesse si dovrà verificare la possibilità di procedere ad un abbassamento sia del raccordo, sia della rotatoria che potrebbe essere realizzata, almeno parzialmente, sotto il livello del piano di campagna, al fine di mitigare, almeno in parte, l'impatto della struttura; • per la rotatoria di collegamento con il nuovo tracciato della strada provinciale n. 4, al servizio della tangenziale e della Z.I. di Romans, si dovrà verificare la possibilità di allontanarla il più possibile dal centro abitato di Villesse. In tal modo si potrà evitare la sovrapposizione e la concentrazione dell'impatto provocato dalle due strutture troppo vicine; • si dovrà verificare la possibilità di realizzare una nuova viabilità di accesso al centro abitato di Vilesse che si raccordi con la statale 351 e con la nuova strada provinciale; • si dovrà verificare la possibilità, nonchè la necessità, di realizzare dovranno nuovi e più idonei sottopassi che consentano la movimentazione anche di mezzi pesanti; • dovrà essere valutata una riduzione dell'impatto generale dell'arteria viaria nel comune di Villesse (altezza, svincoli pericolosi, riduzione al minimo di occupazione di suolo comunale); • dovrà essere valutato il ripristino e l'adeguamento della viabilità campestre con studiata fattibilità di una pista ciclabile sui vecchi percorsi storici di collegamento fra i comuni di Villesse e Romans d'Isonzo; • dovrà essere prevista l'esecuzione del sovrappasso, prima dell'avvio dei lavori di allargamento della galleria artificiale, per il collegamento della strada comunale via Favetti - via Brunner nel comune di Savogna prevista per P.R.G.C.; • dovrà essere verificata la fattibilità di dotare tutte le opere di scavalcamento e sottopasso con pista ciclabile; • i marciapiedi per la viabilità pedonale doveranno essere previsti nelle zone prossime ai centri abitati, e dovranno essere facilmente accessibili ai portatori di handicap; • dovrà essere predisposta una specifica progettazione relativa alla fase di costruzione dell'opera con puntuale indicazione delle aree dì cantiere, della viabilità di servizio, e delle specifiche misure di mitigazione degli impatti connessi, con particolare riferimento ai centri abitati ed alle aree di valenza ambientale; • dovranno essere concordate con il comune di Farra d'Isonzo le azioni necessarie per attuare tutti gli accorgimenti occorrenti, in modo da ridurre le ricadute ambientali nei confronti delle abitazioni poste a nord del tracciato della Villesse-Gorizia; • gli attraversamenti dei corsi d'acqua vincolati dovranno essere realizzati con parapetti che favoriscano la visibilità dell'ambiente fluviale; • prevedere le opere complementari finalizzate alla pubblica fruizione inerenti al collegamento con la prospettata zona HC di Villesse, secondo una configurazione ed una tempistica subordinate alla realizzazione delle strutture connesse con la predetta zona HC; • che gli importi delle singole categorie di lavoro siano riformulati, tenendo separati gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso d'asta; • che le spese generali siano contenute nella misura dell'8%; • conseguentemente l'importo complessivo si riduce a Euro 86.383.658.25; • che il tempo di esecuzione venga contenuto entro il mese di dicembre 2008 onde pervenire all'apertura al traffico con l'inizio dell'anno 2009. Per la fase di cantierizzazione si prescrive quanto segue: • per quanto riguarda l'approvvigionamento dei materiali, attivarsi in tempi brevi per la richiesta delle autorizzazioni necessarie all'apertura della nuova cava (peraltro già individuate nelle integrazioni fornite) e contemporaneamente si coordini, se possibile (nel caso di realizzazione delle due opere in contemporanea), con RFI per l'utilizzo del materiali proveniente dagli scavi in galleria tra Ronchi e Trieste privilegiando quest'ultima ipotesi; • acquisire, ove necessario, le autorizzazioni da parte di RFI al fine di predisporre un piano di demolizione del ponte della linea ferroviaria dismessa Redipuglia Cormons e per l'utilizzo del percorso ferroviario quale pista di cantiere; • predisporre quanto necessario per adottare entro la consegna dei lavori, un sistema di gestione ambientale dei cantieri secondo i criteri di cui alla norma ISO 14001 (o regolamento CEE 761/2001); • anticipare, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione dell'infrastruttura, ove queste non interferiscano con le attività di cantiere; • ogni lavoro di scavo o di altra natura che verrà effettuato nella realizzazione dell'opera in oggetto andrà eseguito sotto controllo archeologico. Numero degli operatori, tempi e modalità verranno successivamente definiti con le Autovie Venete S.p.a. nella predisposizione del piano operativo di intervento; • i siti archeologici che dovessero venire alla luce nel corso dei lavori andranno indagati estesamente. Le ditte incaricate degli scavi archeologici dovranno essere individuate tra quelle di comprovata esperienza in campo archeologico. Dovrà inoltre essere realizzata la necessaria documentazione di scavo, comprensiva di rilievi, fotografie e schede US. Tale materiale, alla fine degli scavi dovrà essere consegnato alla competente soprintendenza; resta inteso che: • la direzione scientifica degli interventi di cui ai due punti precedenti sarà della Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli-Venezia Giulia; • l'esecuzione di tali interventi dovrà avvenire senza alcun aggravio di spesa diretta per la Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli-Venezia Giulia; |
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